MARIO GIOVANNI VALTER CALISI | LA POESIA DEL SUONO

Da: Inma J. Ferrero


La rivista PROVERSO, ha il piacere di intervistare il pianista, compositore, direttore d’orchestra Mario Giovanni Valter Calisi, nel mese di novembre.

Mario Giovanni Valter Calisi, nato ad Aosta nel 1959, è pianista, compositore, direttore d’orchestra, ricercatore scientifico (fondatore della Biosonologia Sistemica Computazionale®) nonché didatta.

Allievo amatissimo di Carlo Vidusso e di Aldo Ciccolini, dai quali ha appreso l’arte d’infondere sicurezza e musicalità agli alunni, altresì stimato dal celebre Arturo Benedetti Michelangeli del quale è detentore di un “gran coda” che gli venne appositamente costruito, Calisi si prodiga da sempre nel tendere una mano amica a tutti i giovani musicisti di talento aiutandoli con autorevolezza a inserirsi in un circuito concertistico mondiale, in ossequio a quegli ideali d’Arte che il M° Ciccolini stesso gli affidò quale unico custode della propria eredità artistica ed etica.

Colpito alla fine degli anni ’90 da una particolarissima forma di neuromiotonia altamente invalidante, ha rifiutato da subito l’uso di tutori e artifici meccanici per non volersi tramutare in un “caso”, ovvero in oggetto di pietismo e sfruttamento da parte dei media. Donata la sedia a rotelle a un convalescenziario, lottando con le unghie e coi denti s’è imposto una rigorosissima disciplina che, nonostante l’estenuante dolore fisico e le tante privazioni con le quali ancor oggi deve convivere, gli ha permesso di riprendere appieno tutte le sue attività musicali e scientifiche. “Solo l’arte ci può ripagare d’ogni sofferenza” ama ripetersi il Maestro! Vincitore assoluto del concorso nazionale per il ruolo di Direttore Artistico e Didattico della storica “ISTITUZIONE MUSICATEATRO” di Moncalieri (TO), in brevissimo tempo le ha saputo infondere nuova forza e vigore tali da renderla una svettante realtà sulla sommità dell’istruzione musicale in Europa. Titolare di cattedra al Conservatorio Statale di Musica I.S.S.M. “G. VERDI” di Milano, nonostante l’oneroso impegno dedicato alla formazione continua instancabilmente ad occuparsi di molteplici attività a latere che possano donare un futuro meno ordinario alle giovani promesse, e quindi: è ideatore e promotore di importanti rassegne musicali e culturali tra le quali “AOSTA CLASSICA VIVA” e la Stagione Concertistica “ENVIE DE MUSIQUE” di Friburgo (CH); docente preparatore e direttore della “Verdi World Music Pop Symphony Orchestra” del Conservatorio di Milano; fondatore dell’Orchestra Sinfonica “I SOLISTI EUROPEI” dove tuttora mantiene una collaborazione costante. Impegnato attivamente nella promozione culturale e nella analisi e compilazione dei programmi del Fondo Sociale Europeo, è altresì Direttore del Laboratorio di ricerca e composizione musicale psicosensoriale dell’Istituto IRP-AIAC di Ginevra (CH).

“…Interpretare è studio e coerenza del e al testo scritto…”

R.P: Perché hai scelto proprio il pianoforte, e non un altro strumento?

M.G.V.C: Il pianoforte era già presente in casa dei miei genitori. Mio padre si dilettava a suonarlo. Ricordo che sin da piccino ero affascinato dai suoni della musica e il pianoforte mi suscitava il senso della completezza. Ovviamente amavo e amo ogni strumento musicale che genera suono. La magia del suono mi ha da sempre affascinato.

R.P: Cosa ti interessa della musica?

M.G.V.C: La musica è linguaggio quindi comunicazione sottile e arguta che si estende ed espande oltre le parole.

R.P: Che differenza c’è per te tra il suonare e l’interpretare?

M.G.V.C: Suonare è gioco e piacevole edonismo. Interpretare è studio e coerenza del e al testo scritto senza nulla lasciare al caso. L’interprete è colui che è assolutamente fedele al testo vergato dal compositore.

“…il pianoforte mi suscitava il senso della completezza.”

R.P: Come prepari la lista delle opere per un concerto?

M.G.V.C: Premetto che è fondamentale possedere un grande repertorio. I programmi, spesso commissionati dalle agenzie o dalle società da concerto, non sempre offrono la possibilità di auto programmarsi.

Personalmente amo i programmi storico-itineranti e poliedrici volti al fare ascoltare musiche di epoche differenti: un vero viaggio nell’Universo sonoro-musicale dell’Uomo attraverso i secoli.

R.P: Come studi e cosa approfondisci in una composizione?

M.G.V.C: L’approccio storico-analitico-compositivo è essenziale per lo studio di una composizione. Come dicevo precedentemente la musica è linguaggio quindi il compositore si avvale dei suoni per esprimere il suo mondo interiore. Ovviamente gli stimoli esterni della quotidianità conducono il compositore nel porre accenti derivati dal mondo esterno. Ogni nota scritta sul pentagramma è vita o meglio “vita reale” dell’Uomo compositore

R.P: Dedichi molto tempo allo studio, della tecnica?

M.G.V.C: La radice di “tecnica” è “téchne”, la parola che in greco antico significa arte, racchiude in sé un significato più vasto e più complesso del termine moderno “arte”, che richiama più precisamente al concetto filosofico di edonismo. Partendo da questo principio dedico il mio studio al fine di raggiungere l’obiettivo essenziale: Musica = Arte; Arte = Musica.

R.P: Ci sono compositori verso cui senti un’affinità maggiore?

M.G.V.C: Amo tutta la Musica in quanto “Versus” di nobile intellighèntzia quindi non trovo affinità ma solo fascino assoluto.

R.P: Da dove bisogna partire per avvicinarsi alla musica di oggi?

M.G.V.C: Penso che la detta “Musica d’Oggi” debba essere ascoltata con molta attenzione attraverso un costante avvicinamento educativo-uditivo. Solo in questo modo, a mio modesto avviso, si può entrare in relazione con i nuovi linguaggi sonori.

R.P: Qual è la tua visione sulla relazione tra l’interprete e il pubblico?

M.G.V.C: Relazione e condivisione sono parole chiavi quando interprete e pubblico diventano un tutt’uno.

R.P: Sei d’accordo sul metodo attuale per l’insegnamento della musica?

M.G.V.C: Ritengo che ogni approccio e metodologia didattica siano efficaci nel trasmettere la conoscenza purchè alimentati dal desiderio di apprendere e insegnare con profondo senso di responsabilità, umiltà e condivisione.

“…la detta “Musica d’Oggi” debba essere ascoltata con molta attenzione attraverso un costante avvicinamento educativo-uditivo…”

R.P: Secondo il tuo punto di vista, cosa diresti ai giovani che iniziano ad apprendere la musica?

M.G.V.C: Innanzitutto ringrazio i giovani che spontaneamente si avvicinano alla musica; loro sono i futuri depositari di quest’Arte meravigliosa.

Direi loro semplicemente di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà bensì di essere coraggiosi e fieri di poter apprenderla e condividerla in quanto la Musica è in ognuno di noi.

 

 

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