BANKSY, GENIO O VANDALO?

Di Stefania Del Monte


BANKSY, GENIO O VANDALO?

Il misterioso artista britannico in mostra a Madrid fino al 10 marzo

Un viaggio senza precedenti attraverso più di 70 opere originali di uno dei creatori più influenti e controversi degli ultimi anni. Accreditata da collezionisti privati internazionali, la mostra dal titolo Banksy. Genio o Vandalo?, aperta lo scorso dicembre e che si protrarrà fino al 10 marzo, comprende dipinti originali del popolarissimo artista di Bristol, la cui identità rimane ancora oggi un mistero, ma non solo: sculture, installazioni, video e fotografie completano l’esibizione, ospitata per la prima volta in Spagna presso lo Spazio 5.1 di IFEMA, a Madrid.

I visitatori sono aiutati, nel loro percorso, da un’installazione audiovisiva creata appositamente per questa mostra, che mira a far immergere lo spettatore nell’universo di uno degli artisti iconoclasti di maggiore impatto in assoluto nel panorama dell’arte contemporanea.

In tal modo, durante il tour, vengono svelati indizi su Bansky ed evidenziati i suoi pezzi più importanti, inquadrando la sua inusuale traiettoria senza, però, tralasciare le numerose polemiche che accompagnano, da sempre, la sua produzione artistica.

Banksy è considerato uno dei principali esponenti della Street Art contemporanea. L’espressione Street Art (arte urbana) venne coniata verso la fine degli anni Novanta per indicare inizialmente le manifestazioni di inquietudine giovanile tipiche di quell’epoca, piuttosto che una forma d’arte contemporanea: realizzata nei luoghi pubblici, generalmente senza permesso, si caratterizza per l’uso di vernice spray, stencil, adesivi, sculture, video e molte altre tecniche, risultando in un movimento al confine tra arte e vandalismo.

A partire dall’anno 2000 si diffonde, in molti Paesi europei, la guerrilla art, una forma di arte urbana in cui i graffitari, uniti a poeti, fotografi ad altri artisti, si rivolgono ad un pubblico sempre più vasto per protestare apertamente contro i poteri politici e sociali, ma anche contro forme d’arte più convenzionale: appropriandosi degli spazi pubblici, espongono liberamente opere che trattano tematiche sociali quali la libertà di espressione, il pacifismo o il rispetto della libertà sessuale e di coscienza.

L’esponente più rappresentativo di questa forma d’arte è Banksy. Le sue opere, spesso satiriche, affrontano questioni universali come la politica, la cultura o l’etica. Abilissimo nel trasformare temi duri e scottanti in opere brillanti, capaci di sensibilizzare gli spettatori e di farli riflettere, si distingue per un’arte anticonvenzionale, nata con l’obiettivo di essere non commercializzabile. L’uso esclusivo degli spazi pubblici come luogo di espressione, contribuisce inoltre a rafforzare l’aura di mistero che si perpetua ogni volta che il nome di questo artista viene menzionato, trasformandolo in una figura mitica del nostro tempo.

Tra i pezzi più famosi che è possibile ammirare nell’esposizione madrilena, vi è la serigrafia originale della serie Bambina con palloncino, l’opera salita alla ribalta delle cronache nell’ottobre scorso perché distrutta dallo stesso artista, in un’azione senza precedenti, subito dopo essere stata venduta da Sotheby’s, la casa d’aste londinese, ad un collezionista privato. In quella occasione, la tela venne triturata da un distruggi documenti installato nella parte inferiore del telaio: una vera e propria performance artistica da parte di un genio indiscusso della provocazione che pare abbia portato l’opera, appena battuta ad un milione di euro, a triplicare il proprio valore commerciale.

Per informazioni: https://www.banksyexhibition.es/la-exposicion/

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