NOTA CRÍTICA AL POETA NICOLA FOTI

Aquel sillón de cuadros

Por: Inma J. Ferrero


La sua emotività e profondità si riversano come un diluvio attraverso questi versi con un accento mistico, dove l’amata è l’immagine divina, la chiave estetica dell’esperienza che unisce misticismo e amore.

L’autenticità di ciò che dice il poeta si traduce nell’originalità e nell’atteggiamento con cui riesce a descrivere la profondità dell’amore, sia ideale, sia fisico, verso l’amata, che è descritta come una divinità, associando, quindi, la bellezza della vita «mistica» e la bellezza del linguaggio poetico amoroso.

AVE, MARIA

Tu, Madre di Dio, Immacolata,
Esalasti la tua rossa purezza
Nell’eco dell’estate
Fuoco della tua Terra
Donasti versi di sangue
Brucianti come ferro incandescente
Trascinasti lontano il confine
Fosti il prima ed il dopo
Legasti l’omega all’alfa
Tra i cumuli passati di macerie
Freme ai tuoi piedi
Polvere arsa e fierezza andalusa.

PIENA DI GRAZIA

Dipingerò il tuo ritratto
Rubando arcobaleni
Staglia il nero dal bianco
Le tue forme perfette
Son feroce passione
Seme gettato al vento
Che porterà la Gioia
Nel tuo prato fiorito
I fiori di gennaio
Son più preziosi e rari
Dei fiori in primavera.

IL SIGNORE È CON TE

In ginocchio, le mani al viso
Tu preghi Dio.
Dio, se ti amo
Accoglierti vorrei
Nell’abbraccio immortale.
Moristi sulla croce
Per redimere il mondo
Benedici l’Amore
Che è carne palpitante
Avvinta nel piacere
Genera nuova vita
Due anime ti pregano
Nel desiderio d’essere
Un unico noi insieme.

TU SEI BENEDETTA TRA TUTTE LE DONNE

Partorirai, Maria, senza dolore,
E pura resterai sempre, in eterno
Genererai quel Dio, nostro Signore
Che ci allontanerà da questo inferno

BENEDETTO IL FRUTTO DEL TUO SENO

Vorrei tornare ad esser puro seme
Dal frutto disseccato, ancora vivo
Linfa che scorre nel tuo intimo nido
Proteggi e accogli il frutto col sorriso

SANTA MARIA

Rimanere vorrei, tra i tuoi capelli
Più neri di una notte senza Luna
Avvilupparmi prigioniero in loro
Per cibo solo lussuriosi baci
Calmare fame e sete mie voraci
Entrare in te come una pioggia d’oro

MADRE DI DIO

Offri il tuo seno
A chi salverà il mondo
Dalla lebbra del peccato
E le coscienze putride
Disinfetterà con spirito ardente

PREGA PER NOI PECCATORI

Nell’attitudine a sporcarmi di vita
Ho colto fiori accanto allo sterco
Ne porto ancora i segni sul mio viso
E la mia bocca ha assaporato il vizio
Di un vivere di sbieco ed in penombra
Madonna, Madre mia, di pelle scura
Redimi questa mia vita sofferta
Sei carne e frutto santi
Nella tua nudità c’è la purezza
Di chi ha amato senza mai peccare
Io, perso tra rifiuti e angoli oscuri
Cerco la luce dell’eterno Amore

ADESSO, E NELL’ORA DELLA NOSTRA MORTE

Carnagione olivastra
Nata tra muri a secco
Nelle torride estati, assetate
E strade bianche di polvere battuta
Stordiscono cicale tra le fronde
La lucertola guizza tra le pietre
Tra i cardi ronza pigro un calabrone
Bambina, già segnata
Dal peso di una vita
Avara di carezze
Le trovasti per caso
Abitasti la casa
Piena di meraviglie
Dove musica e libri
Furon le tue bambole
Maria, tu così pura
Candida come neve
Sarai tu manto lieve
Che rinfresca e consola
La mia ultima ora
Nelle tue mani affido
Ultimo sguardo al cielo,
Poi l’odore di terra
Chiuderò gli occhi, Amore
Un ultimo sussulto,
Poi l’eterno ritorno

Nicola Foti

Dalla Silloge «La Novella Maria»
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