MARIA TERESA INFANTE: «…NON È SOLO IL POETA A SVELARSI MA ANCHE IL LETTORE DEVE ESSERE DISPOSTO A METTERSI A NUDO ALTRIMENTI NON SI INSTAURA IL DIALOGO, DIVENTA UNO STERILE MONOLOGO.»

Il blog in tasca

A cura di: Inma J. Ferrero


Oggi abbiamo tra di noi, sulla rivista Proverso, un magnifica poetessa e organizzatrice culturale. Una persona piena di poesia, luce e gentilezza e molte altre cose. Volevi concederci questa intervista e ti sono molto grato.

Sebbene questa intervista approfondirà sia la sua traiettoria poetica che organizzativa, questa autrice ha un curriculum letterario parla da solo, Maria Teresa Infante.

Maria Teresa Infante vive e lavora a San Severo.

Vice Presidente dell’associazione culturale l’Oceano nell’anima. Fondatrice e presidente del Premio Internazionale di Poesia «Ciò che Caino non sa» a tema imposto, contro la violenza di genere e verso i minori.

Collaboratrice e direttrice artistica del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea Lucius Annaeus Seneca.

Collaboratrice del mensile “Corriere di San Severo” e del “Corrierepl.it”. Redattrice della rubrica letteraria Oceano News. Responsabile editoriale di Oceano Edizioni.

Ha recensito oltre 30 sillogi poetiche, romanzi storici e di fantasia, occupandosi anche della presentazione dei volumi. Ha recensito artisti e presentato Collettive e mostre personali

Il 25 novembre 2016 Amnesty International imprime due versi tratti da »Agnese» (poesia sullo stupro da parte del branco, inserita nella silloge »C’è sempre una ragione») sul »MURO» a Busto Arsizio.

Nel mese di novembre 2019 riceve il “Premio alla cultura” De Finibus Terrae al Premio M. Caputo e M. Domenica Caroli, con il patrocinio del Comune di Lecce e Gallipoli e della biblioteca Tommaso Fiore Gnoni di Tuglie. Il riconoscimento ottenuto è soprattutto in virtù dell’opera svolta negli anni per sensibilizzare contro la violenza donne tramite l’operato di «Ciò che Caino non sa».

Il 18 dicembre 2019 presso l’Antico teatro Apollo di Lecce riceve l’Alto Riconoscimento per l’attività svolta «Premio internazionale di letteratura e poesia – Cesira Doria Ferrari” (International literature and poetry award) ad opera dell’Accademia “Italia in Arte nel Mondo” – Art and Human Rights.

Nel 2020 diviene Co-Fondatrice di WikiPoesia.

Premi (elenco parziale, primi posti)

Anno 2015

Anno 2016

Anno 2018

Anno 2019

Premi della Critica

Anno 2019

Poesie pubblicate su WikiPoesia

Pubblicazioni

  • Quando parlerai di me, 2012, ed. Rei
  • C’è sempre una ragione, 2014, ed. La Lettera scarlatta
  • Il Viaggio, 2016, Oceano Edizioni
  • Itinere, 2016, ed. Sentieri Meridiani
  • Oblaci i tišina (Nuvole e silenzio) 2017, Oceano Edizioni, distribuita in Serbia.
  • Il richiamo, 2017, Oceano Edizioni, vincitore VIII Premio Letterario Lupo.
  • Rosso sangue, 2018, Oceano Edizioni
  • Collisione d’interni, Il convivio editore 2019

Curatele:

– Ciò che Caino non sa, trilogia poetica e letteraria per sensibilizzare contro la violenza di genere, dai sottotitoli:

  • La tela di Penelope Vol. I, 2014
  • Odi et amo Vol. II, 2015
  • Amore e Psiche Vol. III, 2016

– Alexandrae, Oceano Edizioni, 2017

– Ciò che Caino non sa – Le mani dei bambini, Oceano Edizioni[3], 2018

– Terre d’Italia – Poesie e dintorni di Capitanata, Oceano Edizioni, 2019

Rubriche letterarie

Maria Teresa Infante è tradotta in Serbia nel 2013 e 2015 in varie rubriche letterarie tra cui l’antologia Majdan ed è tra gli autori di La Svolta (Prekretnica), edizione bilingue di autori serbi e italiani, presentate in Serbia a Kostolac e altre città con l’associazione nazionale dei poeti serbi.

Antologie con propri contributi

  • Umana, troppo umana, a cura di Alessandro Fo e Fabrizio Cavallaro, 2016
  • Mi còrazon y Tu còrazon, progetto solidale per aiutare minori in difficoltà, a cura di Lorena Marcelli, 2017
  • L’amore al tempo dell’integrazione, promossa da Euterpe, progetto solidale in sostegno dello I.O.M. 2016
  • Dieci in Poesia, a cura dello scrittore-giornalista Mauro Romano, 2016
  • Adriatico, progetto benefico associazione culturale “Euterpe” di Vignaroli, Spurio, Trivak, 2017
  • Le maree della vita, progetto benefico gruppo diffusione cultura e arte, a cura di Kostka, Luraschi, Bocca, 2017
  • Paesaggi liberi a cura di Pasquale De Falco, contro la violenza sulle donne, 2018
  • Racconti pugliesi AA.VV. historika edizioni, 2018
  • Poesia: Musica ed emozione, a cura dell’Accademia dei Poeti e del Circolo Culturale Masolino da Panicale, 2018
  • Voci da dentro, Oceano Edizioni 2019

R.P: Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

M.T.I: Non esiste un momento preciso perché forse non c’è mai stato un inizio; ogni cosa vive dentro te da sempre, inscindibile dal tuo essere. Si scrive ma ci si nasconde, per pudore, imbarazzo o perché non si ha ancora chiara la percezione di sé stessi.

Un inizio forse possiamo tracciarlo quando ho cominciato a condividere i miei scritti pubblicamente e in questo i social mi sono venuti incontro; era più o meno il 2009,  è stato un atto di coraggio in cui ho abbattuto il muro dei condizionamenti esterni, decisa ad essere solo me stessa.

R.P: Secondo te, oggi quanto è importante leggere e scrivere poesia?

M.T.I: Leggere è importante a prescindere e lo è sempre stato, in ogni epoca o contesto storico ma con la poesia andiamo oltre la semplice lettura, dando vita a un dialogo sentimentale, viscerale in cui non è solo il poeta a svelarsi ma anche il lettore deve essere disposto a mettersi a nudo altrimenti non si instaura il dialogo, diventa uno sterile monologo. Per questo il poeta deve essere un ottimo comunicatore d’interni, divenire il tramite tra il suo sentire-naturale e quello universale,  per farsi comprendere, e il lettore deve essere disposto all’accoglienza, divenendo così un tutt’uno. La poesia rende migliori, è un’arte nobile quando è retta da onestà intellettuale, quando ti appartiene e la vivi prima di scriverla.

R.P: Hai già scritto diversi libri di poesie, qual è l’argomento che ti ispira di più? Parlaci della tua poesia.

M.T.I: Ho pubblicato 7 libri di poesie, di cui uno tradotto e distribuito in Serbia nel 2017, senza contare la raccolta di poesie per bambini, oltre a un romanzo e varie antologie AA.VV.

Mi sono espressa molto contro la violenza di genere, vista la continua escalation dei femmicidi a cui assistiamo quotidianamente e anche in difesa dei diritti dei bambini, non solo in poesia ma anche con riflessioni a stampo giornalistico. É di pochi giorni fa un articolo per denunciare abusi e soprusi sui minori: https://mariateresainfante.com/2020/06/04/fasce-con-elettrodi-diritti-dimenticati-per-i-bambini/

Ma gli stati d’animo si alternano;  c’è il periodo intimistico e quello in cui il sociale prende il sopravvento. In ogni modo interviene sempre l’emozione del momento, ciò che sento sulla mia stessa pelle. Le mie poesie sono estemporanee, scritte di getto, nell’arco di una manciata di minuti. Sono la sintesi, la tesina di una  “logica sentimentale” codificata in versi.

R.P: Essere poeti vuol dire cercare un’immagine legata al sentimento o vedere il lato nascosto della realtà?

M.T.I: Credo sia entrambe le cose e tante altre ancora, c’è un universo intero in ogni verso, difficile da decriptare o incasellare. Modalità, azione e intenti sono strettamente legati alla sensibilità e alle intime necessità del poeta.

R.P: A tuo avviso come vedono il mondo i poeti e gli scrittori e che mondo sarebbe senza di loro?

M.T.I: Dovremmo chiederlo ai poeti. Una cosa è scrivere poesie, altra è essere “poeta”. Il poeta è colui che non si fa dimenticare, che lascia traccia, una scia dietro di sé. Noi ci definiamo poeti solo in relazione alla passione che ci anima e per circoscrivere l’ambito letterario nel quale interagiamo quindi non è semplice rispondere.

Certo è che, oggi più che mai, abbiamo bisogno di poeti e di poesia per fermarci e ritrovarci nella corsa spasmodica in cui l’era del digitale sembra appiattire le emozioni, deumanizzandoci. Il lirismo riesce a riportarci al sentimento, alla sosta, diventa il tramite per risvegliare la spiritualità sopita e scoprire così che poesia è in ogni forma e materializzazione del creato.

R.P: Cosa occorrerebbe fare per appassionare alla poesia?

M.T.I: Solo cercare di diffonderla. Non si può imporre un qualcosa che non rientri nei bisogni altrui ma possiamo fare in modo che l’uomo ne senta il bisogno e le si si avvicini. Non ho la ricetta né esistono manuali che ci indichino il metodo.

Il filosofo Galimberti afferma, provocatoriamente, che il docente per tenere alto l’interesse degli alunni debba essere “erotico”, cioè trasmettere passione per lo studio. Ecco, credo che il poeta alla stessa maniera debba risultare coinvolgente, passionale, capace di trasmettere, per mezzo della parola, una carica erotica letteraria in maniera che le sue emozioni diventino le stesse del lettore.

R.P: Hai anche organizzato diversi eventi poetici e varie antologie, a cui partecipano numerosi autori: come lavori con altri autori? Qual è la tua formula?

M.T.I: Ho organizzato molti reading poetici a vari livelli e in diverse città della penisola; sono la direttrice artistica del Premio Accademico di Letteratura Internazionale “L. A. Seneca” e da quest’anno anche del Premio Poetico contro la violenza di genere e verso i minori “Ciò che Caino non sa” ed ho quindi delle grosse responsabilità organizzative ma il lavoro è equamente diviso con il presidente della mia associazione Massimo Massa e il supporto del comitato interno. Lo stesso può dirsi per le cinque Antologie “Ciò che Caino non sa” a tema imposto in cui, solo nella trilogia hanno aderito oltre 200 autori e certo non è stato semplice portare a termine un progetto editoriale durato tre anni, ma il risultato ci ha ripagato degli sforzi. La mia formula è semplice, sono molto collaborativa e non competitiva, amo gli “assembramenti” e gli assemblamenti artistici. E soprattutto dormo quasi sempre quattro ore a notte. La notte mi ispira.

R.P: Dove è possibile acquistare i tuoi libri?

M.T.I: I miei libri sono reperibili sugli appositi siti on line; mi riferisco agli ultimi due, – gli altri ormai sono introvabili se non richiedendoli direttamente a me –  tra cui vorrei citare l’ultima silloge poetica “Collisione d’interni”, Il Convivio Editore (2019) che ho molto a cuore. Inoltre sono disponibili nelle librerie della mia provincia, compresa la Mondadori (FG) e nel barese.

R.P: Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

M.T.I: Progetti tanti, spero solo riesca a materializzarli. Terrò ancora al palo per un paio di anni le mie poesie inedite per pubblicare, fra qualche mese, il mio secondo romanzo “L’Arma”.

Preferisco progettare, perché si può in parte dirigere il nostro operato; i sogni invece sono ingovernabili e li ho lasciati andare.

R.P: Per chiudere l’intervista, Cosa consigli ad un giovane che vuole iniziare a scrivere?

M.T.I: Mi verrebbe da dire di vivere il proprio tempo e l’età con i piedi saldamente ancorati al suolo, di non forzare mai la mano perché ogni accadimento conosce il luogo e il tempo per il suo avvento ma… MA è anche vero che se si hanno delle predisposizioni bisogna lavorarci sopra e studiare, impegnarsi. Come l’atleta che si allena al chiuso di una palestra in attesa del campionato (deformazione professionale, da ex pallavolista). Scrivere è essenzialmente una propensione innata ma va coltivata e curata giorno per giorno; lo studio, le letture sono indispensabili per spaziare con le conoscenze e sviluppare il pensiero critico. Scrivere è meraviglioso, è aprire una finestra nel vuoto, dove nulla è,  e dipingerne paesaggi e panorami senza fine, con la propria creatività.

R.P: È stato davvero emozionante,  Maria Teresa, parlare con te delle tue poesie e di tutto il tuo lavoro nel mondo della letteratura. Noi tutti ti auguriamo di continuare a trovare sollievo e gratificazione nella scrittura. Grazie di cuore.

M.T.I: Sono io a ringraziarti per la tua attenzione e l’impegno che generosamente profondi in campo letterario. Un caro saluto a te e agli amici che ci leggeranno con l’augurio di una ritrovata serenità e normalità quotidiana dopo l’emergenza sanitaria che noi tutti abbiamo vissuto.

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